Brian Wilson in Italy - 20,22/07/2005 Ravenna, 20/07/2005. Vedere dal vivo Brian Wilson è un'emozione indescrivibile per chi è un fan dei Beach Boys, non è come vedere un semplice artista dal vivo, ma è incontrare un'icona della musica moderna, una vera star che ha dietro di sè una storia tormentata lunga 40 anni, miti, leggende, stranezze, musica meravigliosa, una storia lunghissima che ho sempre interiorizzato dalle varie biografie e innumerevoli libri e articoli letti. Avevo già visto Brian a Parigi per lo SMiLE tour nel marzo del 2004, e quei ricordi sono vivi per l'emozione della prima volta in cui vedevo dal vivo il mio mito. Ma Ravenna 2005 era destinata ad essere diversa, perchè questa volta ho incontrato Brian Wilson a tu per tu, nel suo camerino, anche se per pochi minuti. Come descrivere l'emozione di essere fuori dalla porta dell'uomo che hai idolatrato, idealizzato per 15 anni? Mi basta dire che le mani mi tremavano al punto da non riuscire a selezionare la digitale sulla modalità "foto"...Ma Darian Sahanaja, uno degli angeli custodi musicali di Brian era lì, e gentilissimo e disponibile come sempre (parlò con me per un quarto d'ora a Parigi nel pomeriggio) ha preso in mano la mia digitale e ha immortalato uno dei momenti più emozionanti della mia vita che potete vedere qui sotto..Appena avvicinatomi a Brian vengo colpito dalla magia che emana quell'uomo, non fa nulla, sta solo lì e ti incute una soggezione immensa...guarda la mia maglietta con la scritta "God Bless Brian Wilson", si fa una risata e dice "Ha HA, nice shirt!". Allora lascio perdere la soggezione, mi avvicino e lo abbraccio, visto che è un momento unico per me, e vengo immortalato con mio fratello dietro (notare i due sorrisi da bambini felici in un negozio di caramelle gratis). Uscito dal camerino torno dalla piccola folla di fans fuori e proferisco "adesso posso morire felice" :D Calata la tensione mi accorgo di essermi dimenticato di fare una foto con Taylor Mills e Darian Sahanaja...rimedio con varie foto con la band di Brian. Io e Fabio arpioniamo Jeff Foskett per una foto, e dopo lo raggiungiamo vicino al pullman per una richiesta un po' idiota ma spontanea...5 secondi cantati assieme di "I live for the Sun"...Jeff ride e ci accontenta. Man mano escono fuori tutti gli altri, Paul Van Mertens, Jimmy Hines, al quale faccio i complimenti per il duello con le percussioni durante Pet Sounds, Probyn Gregory, col quale ci intratteniamo un po' a parlare di Brian e dei Sunny Boys, gli lasciamo l'indirizzo del sito...ha promesso di passare di qui per ascoltare gli mp3. E incontriamo anche Nick Walusko, al quale mio fratello dice entusiasta "Great Jazzmaster!!" lui ride e ringrazia divertito.
E passiamo al concerto. Quando lo vidi a Parigi Brian era malato, arrivò sul palco con una sciarpa, e cantò così così, anche se la sezione di SMiLE fu ottima. Qui a Ravenna Brian sta bene, canta tutto senza steccare particolarmente, ma la stanchezza del lungo tour europeo si fa un po' sentire. A volte è un po' assente, anche i sorrisi sono un po' meccanici, molte cose che dice sembrano un po' da copione, e capita che Jeff o Darian debbano dargli indicazioni per gli attacchi. Diciamocelo, onestamente Brian non è lucidissimo, ma per un uomo che ha passato quello che ha passato lui, dobbiamo considerare un miracolo già solo il fatto che lui sia qui ancora sul palco a regalarci l'emozione della sua musica. Il concerto è una serie di Greatest Hits e pezzi meno conosciuti, ma cmq adatti al pubblico italiano troppo ignorante per apprezzare gemme sconosciute del Brian degli ultimi sessanta e primi settanta. Il pubblico di Ravenna è un po' freddo, troppe teste bianche che sono lì solo per dire di esserci, mummie che si girano infastidite per il mio continuo cantare e saltellare durante tutto il concerto. Per fortuna dalla 7a fila in poi la situazione è diversa, ci sono quelli che il biglietto l'hanno pagato e sono lì perchè vogliono esserci. Alla prima uscita di Brian dal palco ci catapultiamo sotto la sua tastiera, in modo da vivere a un metro da lui le ultime hits degli encore e la solita Love and Mercy finale. Le luci si spengono, Scott Bennett esce quasi subito fuori dalle quinte e si intrattiene con noi per due ultime chiacchiere e complimenti. Dovrei essere assalito dalla tristezza post concerto....ma so che due giorni dopo si replica a Roma, il mio biglietto per la prima fila mi brucia in tasca...Roma, arrivo.
Roma, 22/07/2005. Il concerto di Roma parte con tutta un'altra atmosfera rispetto a Ravenna, dopo i primi pezzi noto che Brian è in gran forma stasera, è molto più vivace che a Ravenna, sorride spontaneo, scherza con le sue solite mosse goffe durante le canzoni, e guarda sempre divertito la moglie Melinda (questa volta tra il pubblico) e la figlia Daria che balla sulla sedia tutto il tempo proprio di fianco a me. La scaletta è quasi uguale a Ravenna, Breakaway è ancora più bella da risentire, la band di Brian è impeccabile come sempre, un unico minuscolo errorino in Pet Sounds da parte di Nick Walusko, ma tutto si perdona a una band che non ti fa rimpiangere le track strumentali originali degli anni '60. Il pubblico stavolta è eccitato, gruppetti di persone che ballano qui e là, applausi più sentiti e fragorosi. Durante God Only Knows Brian guarda fisso davanti a sè, esattamente nella mia direzione (sono in prima fila esattamente davanti a lui), quasi sicuramente è una mia illusione ottica, ma mentre canto "God only knows what i'd be without you" lo indico con l'indice, lui fa un piccolo sorriso....chissà se stava guardando me o è un caso.....comunque, pensare che abia sorriso a me non mi costa nulla :D Durante il concerto dico a Melinda "You are wonderful, thank you for giving Brian the strenght to play his music and to make us so happy", lei risponde "Aww it's very kind of you, but you have to thank just Brian", le chiedo se possiamo fare una foto assieme e lei accetta volentieri (vedete la foto al fondo). Come a Ravenna alla prima uscita di Brian mi piazzo sotto il palco tra Jeff e Brian, e tutto il pubblico in piedi canta le ultime hits e Love and Mercy. Durante Surfin'USA Scott Bennett tira sul palco una ragazzina di fianco a me, che per tutte le ultime canzoni mi dovrò sorbire nell'orecchio destro mentre urla "Scott Bennet I Love You!". Fuori dall'auditorium intercettiamo ancora Brian mentre sale sulla sua auto, applausi, gente che urla "thank you Brian we love you", una pacca sulla spalla, la porta si chiude e il genio sparisce tra gli applausi di tutti noi. La sensazione è strana....mi sono goduto questi 2 concerti con tutte le mie forze, sono appagato davvero, un mio sogno si è avverato....mi sento strano ad avere tutte queste emozioni per un "vecchietto" di 63 anni...potere della sua musica meravigliosa e senza tempo. Alla prossima caro Brian Wilson, chissà in quale parte del modo.... Gianluca (Brian The Captain) |
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